Una casa gratuita per accogliere chi soffre, l’eredità del Signor Paolo

    La signora Adriana e la Referente operativa e dei servizi socio-assistenziali della Sezione AIL di Trento e ci racconta la storia di due persone che non si sono mai conosciute, ma che sono state legate idealmente dalla generosità di chi, a seguito della malattia, ha voluto aiutare AIL a fornire un sostegno concreto a tanti altri malati ematologici. Si tratta del signor Paolo Mattedi e di Samir.

     

    “Paolo Mattedi era un uomo solo che si è preso cura della madre anziana finché non gli è stato diagnosticato un tumore del sangue. Era in lista per un trapianto di midollo fuori provincia e la nostra Sezione AIL di Trento gli ha fornito tutto il supporto informativo di cui aveva bisogno. Purtroppo, il signor Paolo non ce l’ha fatta a vincere la sua battaglia contro la malattia e a due anni dalla sua scomparsa, la nostra Sezione è stata informata da un notaio di Trento di essere stata nominata sua erede.

    Il signor Mattedi aveva deciso di lasciare alla Sezione AIL di Trento la propria casa, una villetta a due piani, che in meno di un anno è stata trasformata nella nuova sede della Sezione, punto di riferimento per le attività di assistenza dedicate ai pazienti, mentre il piano superiore è diventato una Casa AIL, per offrire accoglienza, conforto e i servizi necessari ai pazienti che vivono lontani dai centri di cura.

    Questa storia si lega a quella di Samir un ragazzo africano di 36 anni trasferitosi in Trentino per lavorare e mantenersi agli studi universitari. Purtroppo Samir si è ammalato di leucemia e qui in Italia era completamente solo, lontano dalla sua famiglia e privo di risorse economiche perché, a causa della malattia, aveva anche perso il lavoro.

    Così, come Sezione AIL, ci siamo da subito attivati per ospitarlo presso la nostra casa di accoglienza creata grazie alla generosità del Signor Paolo e Abbiamo fornito a Samir tutto il supporto di cui aveva bisogno, aiutandolo a seguire le pratiche per la ricerca di un donatore di midollo compatibile, anche tra i tre fratelli rimasti in Africa.

    Per fortuna non ha più avuto bisogno del trapianto di midollo perché ha risposto bene alle terapie e abbiamo fatto rete con il Comune e il Centro di Ematologia dell’ospedale Santa Chiara per affiancargli un caregiver che, nei lunghi mesi della malattia, potesse prendersi cura di lui all’interno di Casa AIL. Durante i mesi più drammatici della pandemia, Samir si è anche ammalato di Covid-19, ma grazie al suo caregiver ha potuto avere tutte le cure e il sostegno di cui necessitava ed ha superato anche questa ulteriore dura prova guarendo, in seguito, anche dalla leucemia. Una storia a lieto fine, resa possibile soprattutto grazie al gesto d’amore di Paolo Mattedi”.

    Adriana