Grazie ad un lascito garantiamo ogni giorno il supporto psicologico ai pazienti

    Marzia Rucli è una psico-oncologa che collabora da alcuni anni con la Sezione AIL di Trieste e da specialista del settore sa quanto sia importate per un paziente avere un conforto psicologico durante e anche dopo la malattia. Oggi, grazie alla generosità di Giuliana, questo servizio è garantito ogni giorno ed è passato da 8 a 20 ore settimanali, testimonianza del fatto che i lasciti solidali danno stabilità e continuità ai progetti, assicurandone il futuro e la crescita.

     

    “L’arrivo della malattia sconvolge la vita del paziente e l’intero equilibrio familiare e poter beneficiare di un supporto psico-oncologico è la giusta risposta per affrontare al meglio la realtà, facilitare l’accettazione della situazione e poter dare un senso più ampio e consapevole alla vita di chi lotta tutti i giorni contro i tumori del sangue. Ho lavorato per diversi anni all’interno dei reparti di oncologia ed è così che è nata la mia collaborazione con la Sezione AIL di Trieste.

    Oggi questo importate servizio di sostegno ai malati e alle famiglie è attivo anche grazie alla Signora Giuliana, che è stata in cura presso il reparto di ematologia di Trieste a causa di un mieloma ed era molto amata e conosciuta da tutti per la sua generosità e il suo carattere ironico ma deciso. Quando purtroppo Giuliana viene a mancare, il notaio ha informato la Sezione di essere beneficiaria di un legato pari al 20% del patrimonio della signora. Un importante atto di generosità che ha permesso alla Sezione AIL di Trieste di potenziare da 8 a 20 ore settimanali il servizio di assistenza psicologica dedicato ai pazienti ematologici.

    Oggi posso quindi seguire i pazienti non solo in reparto, ma anche in ambulatorio. Spesso, infatti, il malato ha paradossalmente più bisogno di essere sostenuto psicologicamente dopo le terapie oncologiche piuttosto che durante. Questo accade perché, anche se si è ormai guariti, il trauma vissuto non permette di essere pronti a tornare ad una vita normale, non ci si percepisce più come prima della malattia, subentrano molteplici paure e stati d’ansia. Garantire continuità a questo tipo di sostegno psicologico è molto importante, perché permette di fornire risposte a lungo termine a quei pazienti che, dopo aver affrontato la malattia, potrebbero soffrire di patologie come ansia o depressione.

    Senza il lavoro di squadra e il confronto settimanale con le diverse equipe mediche non sarebbe semplice fornire il giusto sostegno psicologico ad un paziente ematologico poiché, per fornire un aiuto appropriato, il terapeuta deve aver ben chiaro il quadro clinico e gli sviluppi della malattia del suo assistito. Il paziente ematologico, infatti, solitamente è costretto a ricoveri lunghi e discontinui ed è quindi necessario prevedere un sostegno individuale a lungo termine - con una media di un incontro a settimana - almeno nella fase acuta”.

    Marzia