Il dottor Maura, giovane ricercatore, è diventato idealmente erede di un nostro sostenitore che con la donazione in denaro inserita nel suo testamento ha permesso all’AIL di erogare una borsa di studio di 30 mila euro e garantito il proseguo delle sue ricerche.

Il dottor Francesco Maura, 32 anni, lavora presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano diretto dal professor Paolo Corradini e, grazie alla borsa di studio dell’AIL, avvierà un progetto di ricerca chiamato “The Genomic Landscape of “Triple Negative” Peripheral T-cell Lymphomas Not-Otherwise Specified” (Il paesaggio genomico dei linfomi di cellule T periferici "triplo negativi" non specificato).


Di cosa si occuperà principalmente?

È un progetto affascinante di studio sui linfomi di tipo T, una particolare classe di cui conosciamo ancora troppo poco a livello biologico. Abbiamo una disponibilità di campioni limitata e quindi pochi i marcatori che ci possono indicare che tipo di linfoma ci troviamo davanti per poterlo diagnosticare e curare.

Questo progetto di ricerca migliorerà le cose?

C’è da dire che negli ultimi 5 anni c’è stata una vera e propria rivoluzione genomica e grazie anche al supporto della tecnologia oggi siamo in grado di sequenziare il DNA andando a intervenire su obiettivi mirati. Dovremmo così avere risposte molto più precise rispetto al passato.

Sa che la borsa di studio proviene da un lascito fatto ad AIL?

Sono molto grato ad AIL e a tutto ciò che fa per la ricerca. Trasformare un bel gesto come un lascito, nella possibilità di dare alla nuova linfa alla Ricerca italiana supportando il lavoro di nuovi ricercatori, è qualcosa di straordinario.