Monica Ramazzotti è responsabile dell’Ufficio Lasciti di AIL Nazionale da oltre dieci anni. In questi anni sono cambiate molte cose, soprattutto nella percezione di questo strumento, tanto che in Italia il numero di persone che prendono questa decisione cresce sempre di più e i donatori si dimostrano consapevoli delle scelte che li riguarderanno, anche quando non ci saranno più.

 

Come è cambiato il mondo dei lasciti solidali?

Solo fino a pochi anni fa parlare di lascito solidale, ovvero beneficiare un ente senza scopo di lucro con un dono nel testamento, era un vero e proprio tabù nella nostra società. Oggi, al contrario, i donatori si dimostrano consapevoli delle scelte che li riguarderanno anche quando non ci saranno più. Scrivere un testamento e condividere le proprie volontà anche le persone che ci sono vicine diventa un gesto di responsabilità e di trasparenza nei loro confronti. Questa scelta, come spesso mi confidano, porta grande serenità. È un atto di amore che permette di lasciare un segno tangibile dei propri valori a chi ci sarà dopo di noi. In Italia il numero di persone che prendono questa decisione cresce di anno in anno, secondo un’indagine condotta da Eurisko nel 2017 sugli over 50 è emerso che erano circa 3,3 milioni coloro che avevano già previsto un lascito o erano propensi a farlo ovvero il 13% del totale mentre nel 2012 era solo 8%.

Chi sono le persone che scelgono di lasciare i propri beni a fini solidali?

Siamo oramai lontani dallo stereotipo di ricchi filantropi che posseggono immensi patrimoni e nessun erede. All’opposto, i testatori di oggi sono principalmente donne tra i 65 e 74 anni (anche se l’età si sta abbassando) e nelle loro volontà si ricordano dei famigliari, degli amici più stretti e delle buone cause in cui credono. Il loro reddito non è straordinario ma nella media. La cultura del lascito si sta espandendo anche tra le fasce meno abbienti e sono in aumento i lasciti di piccola entità. Anche senza grandi patrimoni c’è chi decide liberamente di investire i risparmi di una vita in un’associazione generando grande valore.

Per quanto riguarda AIL?

Da sempre AIL riceve lasciti testamentari e polizze vita da chi, con grande generosità, ha deciso di rimanere al nostro fianco nella lotta ai tumori del sangue. Queste risorse sono fondamentali perché garantiscono il futuro dell’Associazione e permettono una progettualità a lungo termine. Ogni giorno mi occupo della gestione amministrativo legale delle pratiche testamentarie aperte in favore di AIL e di garantire, nel rispetto delle volontà testamentarie, che i proventi arrivino direttamente ai nostri progetti. Inoltre sono sempre pronta, anche insieme ai nostri consulenti e nel massimo della riservatezza e professionalità, ad offrire supporto a chi si sta avvicinando al tema e ha bisogno di orientamento.

Cosa direbbe a chi è intimorito o scettico su questa forma di donazione?

Un lascito solidale è un gesto di grande fiducia ed io consiglio sempre di mettersi in contatto con AIL per rassicurarsi e chiarirsi ogni dubbio sulla destinazione di quanto donato. Ricordo, inoltre, che questa scelta è estremamente semplice e non vincolante, ci permette di cambiare idea in ogni momento. Anche con poco si può cambiare la vita di tanti pazienti ematologici.