Credere nella vita, anche quando sembra fermarsi
Mi chiamo Alison, ho 31 anni sto affrontando un linfoma non Hodgkin aggressivo al IV stadio. Sono un’infermiera e, proprio grazie al mio lavoro, avevo capito che qualcosa nel mio corpo non stava funzionando come avrebbe dovuto. Sono stati mesi difficili, fatti di ostacoli, terapie, attese e pensieri non sempre felici. Giorni in cui la stanchezza era tanta e la strada sembrava in salita. Dopo sei cicli di chemio e una buona PET di controllo, riparto da zero. Guardo al futuro con forza e speranza, credendo nella ricerca e in me stessa.
Mi chiamo Alison,
ho 31 anni e il 15 aprile di quest’anno mi è stato diagnosticato un linfoma non Hodgkin al IV stadio, aggressivo e raro. Sono un’infermiera e, proprio grazie al mio lavoro, avevo capito che qualcosa nel mio corpo non stava funzionando come avrebbe dovuto. Avvertivo segnali chiari, ma mai avrei immaginato una diagnosi così grave e già così avanzata.
Ricevere quella notizia ha significato fermarsi all’improvviso, fare i conti con la paura, l’incertezza e con un futuro che, da un giorno all’altro, sembrava completamente diverso da come lo avevo immaginato. Sono stati mesi difficili, fatti di ostacoli, terapie, attese e pensieri non sempre felici. Giorni in cui la stanchezza era tanta e la strada sembrava in salita.
Eppure, anche nei momenti più duri, non mi sono mai arresa. Ho affrontato ogni sfida a testa alta, cercando di mantenere il sorriso e di aggrapparmi alla fiducia, nella cura e in me stessa. Ho imparato che la forza non è non avere paura, ma andare avanti nonostante la paura. Oggi posso dire che la PET di controllo è buona. Ho terminato un mese fa l’ultimo dei sei cicli di chemio-immunoterapia e sto ripartendo da zero. Con nuovi equilibri, nuove priorità e uno sguardo diverso sulla vita.
Un consiglio? Credeteci sempre, anche nei momenti più duri e cercate di mantere un approccio alla vita il quanto più possibile positivo.
Allison
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